Il testo che segue è tratto dalla Premessa agli Appunti elementari di storia della chiesa antica

Premessa

 

Questo volumetto non ha pretese. L’autore non ha le competenze né il talento per aggiungere qualcosa a ciò che già è conosciuto, né per rielaborare in modo originale e ardito ciò che è noto.

Non si rivolge a studiosi, ma a lettori non abituali, a chi ha poca infarinatura della questione e vuole orientarsi nel grande mare della storia ecclesiastica.

Avviso però il lettore che lo studio, per quanto superficiale, della storia produce, se sincero, degli effetti collaterali. Fra questi, un certo disorientamento, un senso d’ansia, un’inoculazione di sospetto.

Nel nostro tempo e nella nostra cultura la conoscenza della storia è debole e si fonda quasi sempre, a livello popolare, sul prendere per vere leggende e curiosità spacciate in grande abbondanza come moneta sonante. Il suono falso di tali monete non sottrae loro il fascino dello sgargiante, del conturbante, del meraviglioso, così come certa astuta bigiotteria prende l’occhio più della raffinata oreficeria. Di pari passo con il bagliore di queste false notizie storiche va il loro basso costo: si trovano su giornali estivi, programmi televisivi, riviste da parrucchiere. La loro apparente innocuità non toglie che, al contrario, producano danni incalcolabili al nostro senso critico e ci abituino a scambiare la storia per una successione di curiosità e di scandali. Come ben sa l’economista, la cattiva moneta scaccia quella buona.

La storia, se si vuole conoscerla, bisogna studiarla con pazienza e metodo. Ci vuole tempo, dedizione, fatica. La storia non è diversa dalle altre discipline e, come le altre discipline, richiede un’applicazione che va ben oltre la semplice buona volontà e la curiosità.

Questo volumetto è opera di uno storico di modesta cultura e di modesto peso e, qua e là, sconfinerà brevemente oltre i limiti propri di tale disciplina, perché l’autore, nella sua vita dedicata per buona parte a leggere e studiare, ha sempre amato indagare su ciò che intorno alla storia ruota. Non ci si troverà quindi nulla di nuovo, ma forse un incoraggiamento a fare un passo più in là: a leggere buoni libri, a confrontare le opinioni, a non prendere nulla per oro colato.

Non ci si aspetti, infine, una copertura omogenea delle tematiche e delle questioni pertinenti il periodo di cui ci occupiamo. Essendo questo libretto nato a seguito di vari corsi tenuti dall’autore, risente del necessario lavoro di arbitraria selezione che il contesto didattico richiede. Pesano ovviamente, sulla scelta e sul livello di approfondimento degli argomenti, interessi e competenze (e più spesso incompetenze) dell’autore stesso.

 

Chi leggerà questo libretto si troverà spesso spiazzato e messo in discussione. Posso garantire, però, che il senso di sorpresa che il lettore proverà non è dovuto a una mia intenzione, ma all’enorme distanza che, ahimè, intercorre fra le più comuni acquisizioni della storiografia e il “sapere comune”. Quando, per esempio, nei corsi biblici mi capita di dovere dire che Gesù non è nato il 25 dicembre del primo anno della nostra era, molti cadono dalle nuvole: eppure è un dato incontrovertibile e acquisito da secoli; quando nei corsi di storia dico che i cristiani di Roma non vivevano nelle catacombe, il cuore e lo stomaco di molti si ribella: hanno visto i film di Hollywood ed è a loro impossibile credere che la realtà sia stata ben diversa…

Questo è un libretto che finirà nelle mani di alcuni buoni cristiani, e mai vorrei che contribuisse a farli diventare meno buoni: il mondo ha bisogno di buoni cristiani molto più di quanto abbia bisogno di buoni storici, ma gli uni e gli altri sono categorie a rischio e, al momento, in via di estinzione.

Metto in guardia il lettore, dunque, perché leggendo questo volumetto si troverà costretto a riflessioni che forse prima non lo avevano sfiorato. Il processo di conoscenza è una sofferta via verso l’accettazione della realtà, e l’accettazione della realtà è dolorosa non perché la realtà necessariamente lo sia, ma perché ci costringe a rivedere ogni giorno la nostra concezione della vita e il nostro posto in essa.

Se, dopo la lettura, al gentile lettore verrà voglia di leggere altri libri e di confrontarli con questo, sia anche per negarne la validità, il mio scopo sarà raggiunto. Raccomando, però, che tali libri siano autentici “libri di storia”, non libelli agiografici o specchietti per le allodole.